perchè disbiosi doctor

PERCHE’ IL GRUPPO DISBIOSI DOCTOR?

Quel caldo pomeriggio di Agosto, preso dai miei pensieri, avevo individuato un bisogno. Di trasparenza, obiettività, informazione. Decisi di creare questo gruppo “The Disbiosi Doctor” in punta di piedi su un tema che oggi tocca da vicino moltissime persone e i loro familiari. Ritengo che ci sia ancora molta superficialità da buona parte della classe medica e specialistica nel trattare patologie funzionali dell’intestino. E’ troppo semplice bollare tutto come colon irritabile o malattia a base ansiogena lasciando le persone affette ad errare per anni tra studi medici, pareri di amici, consigli di farmacisti sino a giungere a tentativi estremi come crudismo, digiuni prolungati, paleo, Life 120, qualcuno mi ha parlato anche di santoni. Ho ammirato e apprezzato l’idea di gruppi Facebook che già da tempo affrontavano queste tematiche creando comunità, scambio, confronto. Ma la mia idea era di dare un taglio diverso all’iniziativa. Da un lato divulgazione scientifica, obiettiva, imparziale; dall’altro sostenere lo scambio di esperienze, ma non fine a sè stessa e impositiva (es. ho fatto questa cura o seguito questa dieta, sono stato meglio…per cui se funziona per me di sicuro funziona per te). Volevo spezzare quel circolo vizioso che induceva alla ricerca affannosa del prodotto miracoloso o del singolo alimento incriminato, cercando di ampliare la prospettiva delle persone. Quindi ho deciso di creare il gruppo facebook The Dibiosi Doctor per inseguire i seguenti principi:

COSA VORREI PERDERE

  • L’IPOCRISIA. Di chi pretende di conoscere la verità o vuole imporre a tutti i costi la sua e ignora la complessità di quello che ha davanti, o di chi non è in grado di proporre un minimo di esami utili alla persona che si ritrova a spendere inutilmente soldi, tempo e poi si avvilisce
  • LA PAURA. Che le cose non cambino, che appena si mangia qualcosa di diverso o si esce dagli schemi, si torna come prima o peggio di prima, e non capiamo perché. La paura è una reazione emotiva fisiologica, di sopravvivenza, ma quando questa è eccessiva, ci abbatte. Quando io correvo ho vinto le gare migliori quando avevo più paura: bisogna saperla canalizzare a nostro vantaggio
  • L’OMOLOGAZIONE. Di quelli che adottano un approccio standard, uguale per tutti, che ignorano mille variabili, intolleranze, abitudini, capacità digestiva, infiammazione. Le situazioni di partenza e gli ecosistemi intestinali sono diversi e nella dieta come nell’integrazione trovo essenziale un approccio personalizzato

COSA VORREI CONQUISTARE

  • LA CONOSCENZA. “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” diceva Dante nel canto XXVI dell’Inferno. Solo questo ci e vi può salvare. Io studio ogni giorno per offrirvi soluzioni migliori e più efficaci. In questo ambito non esistono linee guida e sebbene si siano fatti progressi da un punto di vista della ricerca scientifica, da un punto di vista terapeutico ci sono ancora dei passi da fare
  • LA CONSAPEVOLEZZA. Della complessità del nostro microbiota e delle funzioni intestinali ed extra intestinali che sono correlate ad essa. Siamo figli della generazione del ‘tutto e subito’, cerchiamo il singolo prodotto miracoloso che ‘mi risolverà tutti i problemi’. Non esiste. L’intervento, che sia dietetico, integrativo o di altro genere, riguarda molteplici variabili. Chiudete gli occhi e abbracciate un albero o state a piedi nudi su un prato o sulla sabbia, sentirete il calore della terra, l’energia, l’emozione che vi trasfonde la natura e prendete consapevolezza del vostro corpo.
  • LA PERTURBAZIONE. La staticità è un nostro nemico. Il nostro corpo spesso si comporta come l’orso Yoghi, a volte un po’ pigro, legnoso, amante dello status quo. Noi dobbiamo perturbare il sistema attraverso interventi sulla dieta, integrazione ma valorizzando anche altri approcci come attività fisica, osteopatia, meditazione, etc. Solo così possiamo auspicare in un vero cambiamento

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